Non basta un braccialetto per tenersi in forma

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Un nuovo studio scientifico afferma che utilizzare un fitness tracker per perdere peso non basta. Un gruppo di persone con l’obiettivo comune di dimagrire, diviso tra chi aveva un braccialetto per misurare l’attività fisica e chi aveva un programma di attività dato da uno specialista, ha visto il secondo dimagrire più del primo. Possibile? Tutto sommato non c’è da meravigliarsi, pensandoci un attimo: comprare e usare un fitness tracker è certamente un primo passo nella direzione giusta, ma la motivazione per continuare nel tempo e soprattutto trasformare i numeri misurati in azioni conseguenti non vengono semplicemente con il possesso. Serve altro.

I produttori di strumenti di misurazione di passi, attività fisica, sonno, come FitBit e Jawbone, si sono subito premurati di commentare la ricerca specificando che l’obiettivo dei prodotti che sviluppano e vendono non è semplicemente di misurare, ma di stimolare le persone a tradurre le misurazioni in azioni volte al miglioramento della forma fisica. Ben detto!

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Misurare è il primo passo. Il secondo è analizzare quanto misurato. Il terzo è modificare i propri comportamenti, per migliorare le performance e quindi di riflesso anche le misurazioni. Se il braccialetto ti dice che stai dormendo meno quello di ciò che dovresti, l’azione da intraprendere è prendere un impegno con se stessi e andare a dormire prima. Se FitBit ci ricorda che non abbiamo fatto i 30 minuti di attività fisica giornaliera, l’azione conseguente è prendersi un po’ di tempo per fare una passeggiata o, meglio, mettere in agenda uno spazio per l’attività fisica, tutti i giorni.

La tecnologia vuole aiutarci ad avere più informazioni e più suggerimenti. FitBit è ora in grado di dirci per quante ore, durante il giorno, abbiamo fatto almeno 250 passi, numero che significa semplicemente che non siamo stati seduti tutto il tempo, ma che ci siamo presi una pausa ogni tanto.

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