Mangiare meglio per lavorare meglio, con una app

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Una app che ti aiuta a mangiare meglio nella tua pausa pranzo: questo è l’obiettivo di Zipongo, una startup americana che vuole rivoluzionare il pasto fuori casa di milioni di lavoratori, con l’obiettivo di guadagnare in salute e produttività. L’app è usata da molte aziende in fase sperimentale e Google la sta sperimentando con i suoi dipendenti già dal 2013. Il funzionamento è semplice: l’azienda che vuole offrire il servizio ai propri dipendenti inserisce nella app il menù della propria mensa aziendale. Il dipendente inserisce i propri dati, eventuali intolleranze alimentari, allergie o parametri da monitorare (colesterolo per esempio). Zipongo a questo punto elabora i dati e consiglia una dieta su misura per il dipendente.

Il vantaggio per l’utente/dipendente è un aiuto a mangiare più sano e ad avere una dieta equilibrata con consigli utili a costo zero. L’azienda paga 50$/anno per utente a Zipongo per un principio molto semplice: un dipendente in salute è un dipendente più produttivo, che crea più valore per l’azienda. Quel che si dice un servizio win-win, in cui tutti gli attori sul mercato hanno da guadagnare qualcosa.

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L’unico dubbio viene dall’uso dei dati personali da parte di Zipongo, che da termini del servizio può condividerli, almeno in parte, con il datore di lavoro dell’utente. I dati sulla salute sono un dato sensibile, ancor di più negli USA, dove le assicurazioni sanitarie sono di carattere privato e hanno quindi tutto l’interesse a penalizzare i potenziali clienti che hanno abitudini alimentari rischiose sul piano della salute. Un settore comunque interessante, da tenere d’occhio.

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Il New York Times su Zipongo